(…) I racconti sono in grado di trasformare anche le persone, non solo i contesti. Sono diversi i contributi in letteratura che avvalorano il potere delle storie nell’influenzare il comportamento umano. Nel suo La scienza dello storytelling Will Storr si avvale di ricerche recenti per mostrare come la narrazione funzioni perché rispecchia il modo in cui il cervello umano interpreta la realtà. Il nostro cervello è infatti programmato per vedere il mondo in termini narrativi: ogni essere umano vive immerso in una narrazione interna costante e le storie degli altri risuonano in lui perché imitano questa struttura interna e soprattutto sono in grado di metterla in discussione, trasformando le credenze di chi ascolta e motivando la disposizione a compiere un’azione.
Da un certo punto di vista potremmo dire che ognuno di noi rappresenti l’insieme delle storie che ha sentito, amato e raccontato e che le narrazioni proprie e altrui contribuiscano quotidianamente a costruire la nostra stessa identità. Le storie sono strumenti evolutivi; forse non cambieranno il mondo ma possono contribuire a stimolare nuovi atteggiamenti, punti di vista e rappresentazioni della realtà, più larghe e più vaste.
Se create e confrontate nei gruppi e nelle comunità diventano così un potente mezzo per superare l’indifferenza e sviluppare consapevolezza (…)
da NARRARE INSIEME SCENARI DI COMUNITA’ di Ennio Ripamonti e Davide Boniforti (Animazione sociale n.379 -03 2025)